Questa analisi esamina l'americanismo come un'ideologia di colonizzazione senza tempo, descrivendo le sue radici storiche in una forma di pirateria culturale che si è evoluta in un sistema di controllo globale. L'autore critica le istituzioni internazionali come le Nazioni Unite, considerate strumenti per mantenere un ordine mondiale unipolare che assorbe e omogeneizza le diverse identità dei popoli. Per contrastare questa influenza, viene proposto il concetto di Cyberegime, un sistema di governance digitale che mira a superare i confini terrestri tradizionali. Questo nuovo modello si affida all'intelligenza artificiale per limitare i fallimenti umani e promuovere una visione del mondo multipolare. Il testo invita infine a una transizione verso questa struttura tecnologica per porre fine alla dominazione culturale e politica descritta.
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